I personaggi importanti

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Georges Carrel

(1800-1870)

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Edouard Bérard

(1825-1889)

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Pierre Chanoux

(1828-1909)

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Joseph-Marie Henry
(1870-1947)

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Lino Vaccari
(1873-1951)

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Pierre-Louis Vescoz

(1840-1925)

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Société de la Flore Valdôtaine
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il martedì dalle 9 alle 12,
il sabato dalle 9 alle 11.

La Valle d’Aosta attirò fin dagli albori della ricerca naturalistica moderna l’attenzione degli studiosi e degli appassionati. Purtroppo, dato che le esplorazioni erano compiute quasi esclusivamente da ricercatori non locali, i risultati si trovavano dispersi in svariate pubblicazioni e le collezioni sparse in molteplici musei.
La metà dell’800 vide però fiorire anche localmente l’interesse per lo studio dell’ambiente naturale, grazie soprattutto all’impulso dato da un gruppo di religiosi, chiamati per questo gli abbés savants, che univano ai doveri del loro ministero un forte interesse per lo studio della storia e delle scienze naturali.

Nel 1857 veniva istituito presso il Collegio Saint-Bénin di Aosta il corso di storia naturale, di cui era titolare il canonico Georges Carrel; nelle stesse aule insegnava il canonico Edouard Bérard, con cui Carrel condivideva fortemente gli interessi. I due docenti sentirono in breve l’esigenza di creare un’istituzione che stimolasse anche i valdostani a compiere ricerche naturalistiche nella propria regione. A tal fine organizzarono nel 1858 una storica riunione a cui parteciparono otto persone (oltre ai due promotori vi erano gli abati professori Gavard, Cavagnet e Laurent, il professor Ravera, l’abate Beuchod e il flebotomo Echarlod) allo scopo di fondare una Società valdostana di scienze naturali. Se l’anima dell’iniziativa era Georges Carrel, la carica di presidente fu assunta da Edouard Bérard. L’associazione si orientò inizialmente sullo studio della flora e dei minerali della Valle d’Aosta, con la realizzazione di un erbario sociale e una collezione di minerali, ma l’attività dei membri negli anni cominciò a languire, tanto che ben presto si decise di limitare l’attività al solo studio della flora regionale. Un manoscritto relativo allo statuto dell’associazione, conservato presso la Biblioteca del Seminario Maggiore di Aosta, testimonia questo nuovo orientamento monodisciplinare e reca nell’intestazione per la prima volta la dicitura «Société “La Flore Valdôtaine”». 
Nel 1870 scomparve Georges Carrel. Dopo altri anni di scarsa attività, nel 1884 Bérard decise di riorganizzare l’associazione, continuando comunque a limitare il campo d’azione alla sola botanica, che contava allora in Valle d’Aosta un buon numero di appassionati. Scopi principali furono la promozione degli studi botanici nella regione, la costituzione di un erbario e la pubblicazione di una Flora Valdostana completa, obiettivi ben delineati nello statuto che venne pubblicato l’anno successivo.
Anche in questo caso, dopo l’entusiamo iniziale, l’attività cominciò a languire. Un ulteriore colpo venne inferto dalla morte del canonico Bérard nel 1889, cui seguirono alla presidenza il dottor Charles Marguerettaz (1889-1892), l’abate Charles Ferina (1892-1899) e il maggiore Pacifico Trèves (1899-1901).

Un rilancio si ebbe nel 1897, in occasione dell’inaugurazione del giardino alpino Chanousia al Piccolo San Bernardo, ma fu nel 1899 che le attività ebbero un forte impulso, grazie ad alcuni personaggi che portarono nuova linfa vitale all’associazione. Tra essi emersero l’abate Joseph-Marie Henry, che fu presidente dal 1901 al 1941, il professore Lino Vaccari, botanico di fama che diede una spinta decisiva agli studi floristici in Valle d’Aosta e il canonico Pierre-Louis Vescoz, appassionato collezionista di minerali e animali.
Trovata ospitalità in una sala del Municipio di Aosta, venne recuperato ciò che era rimasto dell’erbario sociale e riprese l’attività di erborizzazione. Importantissima fu l’assemblea del 26 aprile 1901, nel corso della quale fu deciso di estendere gli interessi della SFV a tutte le discipline delle scienze naturali, pur conservando il nome dell’associazione dato dai fondatori.
Altro passo fondamentale fu fatto nel 1902, con l’uscita del primo numero del Bulletin scientifico, dove finalmente i soci trovavano uno spazio per pubblicare i risultati delle proprie ricerche.
Nel frattempo il professor Vaccari si occupava del giardino alpino Chanousia quale direttore, in aiuto all’ormai anziano abate Pierre Chanoux, e compiva approfondite ricerche floristiche in tutto il territorio valdostano; queste portarono alla pubblicazione, tra il 1904 e il 1911, del primo volume del Catalogue Raisonné des Plantes Vasculaires de la Vallée d’Aoste, opera che nei piani di Vaccari doveva essere articolata in più volumi, ma che purtroppo rimase incompiuta.
Alle raccolte botaniche di Vaccari cominciarono ad aggiungersi campioni di minerali e animali, grazie soprattutto alle donazioni del canonico Vescoz, cui se ne aggiunsero molte altre. In breve cominciò a farsi sentire l’esigenza di riordinare il materiale che andava accumulandosi giorno dopo giorno. Nell’assemblea della SFV del 19 gennaio 1905 venne così ufficialmente costituito il Musée de la Flore Valdôtaine, con la nomina del canonico Vescoz a “bibliotecario e conservatore”.

Gli anni che seguirono furono assai fecondi. Le raccolte del Museo si arricchivano in continuazione, nuovi numeri del Bulletin si susseguivano a scadenza quasi annuale, la Chanousia accresceva le sue collezioni di piante alpine coltivate, così come la sua fama a livello nazionale e internazionale.
Il primo segno di crisi venne però verso la metà degli anni ’30. Nel 1934 il Museo, sfrattato dall’allora sede sita nel Vescovado di Aosta, venne trasferito a titolo di prestito alla Scuola Militare Alpina di Aosta, mentre ciò che restò dei reperti e, soprattutto, della biblioteca fu depositato presso la Biblioteca del Seminario Maggiore di Aosta con la quale in breve si confuse.
Gli anni che seguirono videro il declino e la fine della SFV. Il professor Vaccari, ormai anziano e lontano dalla Valle d’Aosta, ritornava solo nel periodo estivo per dedicarsi alla Chanousia; l’abate Henry, anch’egli invecchiato, si sentiva sempre più stanco e isolato. La seconda guerra mondiale portò all’arresto delle attività della Société de la Flore Valdôtaine, che si disgregò e cessò di esistere. Nel 1941 venne pubblicato a fatica l’ultimo numero del Bulletin, atto che può essere considerato l’ultimo di questo primo periodo della storia dell’associazione. In seguito anche la Chanousia dovette essere abbandonata a causa degli eventi bellici che portarono alla sua devastazione.
   

La fine della guerra non vide la rinascita della SFV; l’abate Henry scomparve nel 1948 e il professor Vaccari tre anni più tardi. Passò un’intera generazione finché, il 16 gennaio 1971, in seguito all’appello lanciato dal dottor Carlo Lyabel nel dicembre 1970 (Anno Europeo della Natura) si tenne ad Aosta un’assemblea che riportò in vita la Société de la Flore Valdôtaine. Presidente fu nominato Efisio Noussan, mentre tra gli entusiasti sostenitori che avrebbero dato un nuovo impulso scientifico alle attività dell’associazione vi erano i professori Bruno Peyronel e Vanna Dal Vesco, dell’Università di Torino. Quale segno di continuità con il passato, vennero contattati i soli sei componenti sopravvissuti della vecchia SFV, i quali furono nominati membri a vita. Il nuovo Statuto fu approvato il 20 aprile 1972, in sostituzione di quello del 1884.

La rinata associazione si prefissò quattro traguardi prioritari: riprendere le pubblicazioni del Bulletin scientifico; ricostituire il Museo; ricostruire il giardino alpino Chanousia; terminare gli studi del professor Vaccari sulla flora valdostana, rimasti incompiuti. Tutti questi obiettivi vennero raggiunti negli anni successivi.
Il Bulletin riprese le pubblicazioni fin dal 1971 e da allora, salvo pochissime eccezioni, esce con scadenza annuale; nel 1975 assunse l’attuale nome di Revue Valdôtaine d’Histoire Naturelle. Oggi la Revue viene data gratuitamente ai membri della SFV ed è scambiata con oltre un centinaio di riviste scientifiche pubblicate da associazioni scientifiche, università e musei di storia naturale di tutta Europa e di alcuni Paesi extraeuropei.
Nel 1975 la SFV rientrò in possesso delle sue collezioni naturalistiche conservate presso la Scuola Militare Alpina di Aosta e il rinato Musée de la Flore Valdôtaine trovò ospitalità nell’ex cappella di Saint-Laurent, di fronte alla Collegiata di Sant’Orso. Dopo due anni venne trasferito presso il castello di Saint-Pierre e nel 1985, ingrandito e arricchito da nuove collezioni, divenne l’attuale Museo Regionale di Scienze Naturali, dedicato nel 2015 a Efisio Noussan.
Nel 1976, raggiunto un accordo internazionale tra Francia e Italia, potevano iniziare i lavori di ricostruzione della Chanousia, che ben presto riapriva le porte ai visitatori.
Nel 1988, a completamento dell’opera di catalogazione della flora valdostana di Vaccari rimasta incompiuta, usciva il Catalogue des plantes récoltées par le professeur Lino Vaccari dans la Vallée d’Aoste, pubblicazione per la quale vennero utilizzati i dati recuperati dal ricchissimo erbario dello studioso conservato a Firenze.

Attualmente la Société de la Flore Valdôtaine organizza attività sociali che comprendono conferenze ed escursioni, oltre alle due assemblee annuali di primavera e d’autunno.
Intensa è anche la sua produzione editoriale. Dal 2002 la Revue Valdôtaine d’Histoire Naturelle e stata affiancata dalle Nouvelles de la Société de la Flore Valdôtaine, notiziario periodico a cadenza annuale che illustra le attività della SFV e riporta articoli di attualità proposti dai membri dell’associazione. La SFV pubblica inoltre monografie scientifiche e divulgative dedicate a tematiche particolari relative alla Valle d’Aosta. Tra queste i manuali  Guida alla flora della Valle d’Aosta (2008) e Andar per sassi. Le rocce alpine fra natura e cultura. Valle d’Aosta, Canavese, Val Sesia (2010), mentre nel 2014 è uscita la Flora vascolare della Valle d'Aosta. Repertorio commentato e stato delle conoscenze, nuovo catalogo della flora valdostana.
Nel 2013 è stato approvato il nuovo Statuto, a sostituzione di quello del 1972 e più adeguato alle esigenze attuali.
La Société de la Flore Valdôtaine fa inoltre parte del comitato internazionale che gestisce la Chanousia e contribuisce alle attività di ricerca del Museo Regionale di Scienze Naturali “Efisio Noussan” attraverso la nomina di tre membri del Comitato Scientifico di tale ente.


I presidenti della Société de la Flore Valdôtaine

1858 – 1889: Édouard Bérard
1889 – 1892: Charles Marguerettaz
1892 – 1899: Charles-Albert Ferina
1899 – 1901: Pacifique Trèves
1901 – 1941: Joseph-Marie Henry

1971 – 2001: Efisio Noussan
2001 – 2006: Giuseppina Marguerettaz Gaetani
2007 – 2012: Chantal Trèves
2013 – in carica : Ermanno Dal Molin